L'ACQUA NELLA POESIA

WATER CYCLE
APPROVIGIONAMENTO IDRICO

 

Classificazione delle acque

Sono sostanzialmente possibili due tipi di classificazioni: una classificazione idrologica ed una classificazione chimica.

- Classificazione idrologica.

A seconda della loro distribuzione e provenienza le acque si distinguono in meteoriche , superficiali e telluriche .

Le acque meteoriche (piogge, nevi) pur rappresentando una notevole fonte di approvvigionamento, sono considerate scarsamente potabili perché ricche in gas e povere di sali, non sempre controllate dal punto di vista igienico e neppure esenti da inquinamento; ciò specialmente nel caso in cui prima di raggiungere il suolo abbiano attraversato strati di atmosfera più o meno inquinati.

Le acque superficiali si distinguono in dolci (fiumi, laghi, ghiacciai) e salate (mari). Le prime, sebbene largamente impiegate per l'approvvigionamento idrico, non presentano requisiti di potabilità ideali, in quanto sono praticamente assenti i processi di autodepurazione tipici delle acque sotterranee ed inoltre sono facilmente esposte a pericoli di contaminazione.

I fiumi sono corsi d'acqua dolce con un flusso perenne mentre i torrenti sono corsi d'acqua brevi, impetuosi, con flusso irregolare e a forte pendenza. L'esistenza di un fiume in una data regione richiede tre condizioni: precipitazioni atmosferiche sufficienti , permeabilità moderata del terreno (condizione necessaria per impedire un'eccessiva perdita sotterranea delle acque piovane) ed evaporazione non eccessiva .

Un fiume consta essenzialmente in:

- Punto di origine. Esso è rappresentato da una sorgente, acque derivanti da ghiacciai e nevai o da un lago;

- Corso superiore. Primo tratto, solitamente ripido con fondo roccioso o ciottoloso, in cui le acque sono veloci e trasportano vari materiali (sassi, ghiaia, terra ecc.). Il fiume è nella cosiddetta "fase torrenziale";

- Corso mediano. Il fiume scende verso la pianura, le sue acque rallentano la velocità e depositano vari materiali. Ha un andamento serpeggiante e forma vari meandri (o anse);

- Foce. Un fiume può sfociare a delta (parecchi rami che si dispongono triangolarmente) o ad estuario (con un allargamento ad imbuto).

La lunghezza di un fiume dipende soprattutto dalla struttura fisica del terreno in cui scorre. I fiumi più lunghi si trovano nelle grandi pianure o in territori con modesti rilievi.

Le principali caratteristiche distintive di un fiume sono: la portata (m 3 /s di acqua che passa attraverso una sezione del fiume), il quoziente di deflusso (rapporto in un determinato tempo tra la portata e la quantità di acqua meteorica pervenuta sul bacino idrografico) e il regime (variazione della portata di un fiume).

I fiumi esplicano azione di erosione, trasporto e sedimentazione. Il bacino idrografico (o bacino fluviale, ovvero di raccolta) è la regione che convoglia tutte le sue acque superficiali a un fiume. I corsi d'acqua minori che confluiscono nel fiume principale si dicono affluenti.

Cascate, cateratte e rapide sono "salti" a cui è costretta talvolta l'acqua di un fiume lungo il suo tragitto.

I laghi sono conche occupate da acque che non sono in diretta comunicazione col mare. Vengono alimentati da uno o più fiumi (immissari), da sorgenti, dalle acque di fusione dei ghiacciai ecc. Questi efflussi di acqua vengono compensati da deflussi, per opera di un fiume che esce dal lago (emissario), dall'evaporazione, dall'infiltrazione delle acque nelle rocce ecc. Secondo l'origine, i laghi si possono suddividere in due grandi gruppi: laghi di "sbarramento" (dovuti appunto ad uno sbarramento, che ha impedito all'acqua di defluire liberamente, quale frane, colate laviche, morene, cordoni litorali, ghiacciai, alluvioni di torrenti e fiumi, dune) e laghi "in roccia viva" (occupanti una conca preesistente di tipo glaciale, craterica, tettonica, carsica o relitta).

La scomparsa di un lago può avvenire a causa della sedimentazione, dell'eccesso di evaporazione, di insufficiente apporto idrico, erosione dello sbarramento che ne aveva causata l'origine ecc.

I ghiacciai sono frutto di neve accumulatasi e solidificata. Essi rappresentano una enorme riserva di acqua: se tutto questo ghiaccio si sciogliesse, il livello del mare salirebbe di oltre 50 m, inondando molte regioni pianeggianti. Un ghiacciaio è costituito da un bacino collettore (o di alimentazione), un bacino ablatore a da un fronte.

I ghiacciai si distinguono in: polari o inlandsis, alpini, himalaiani, alascani e scandinavi.

Le acque salate , a parte rarissime eccezioni, non sono normalmente destinate all'approvvigionamento idrico in relazione agli alti costi dei processi di desalinizzazione. Il termine mare , anche usato per indicare l'insieme degli oceani e dei mari, in particolare indica la parte di un oceano circondata da terre. I mari possono distinguersi in:

- mari continentali , limitati quasi da ogni parte da terre e comunicanti con l'oceano attraverso stretti bracci di mare (ad es. il Baltico, il Mar Rosso, il Mediterraneo ecc.);

- mari insulari , solitamente compresi fra isole di un arcipelago (ad es. Mare di Irlanda, Mare di Celebes, Mar di Banda (Arcipelago indonesiano) ecc.);

- mari costieri , limitati fra la costa continentale e gruppi di isole e in larga comunicazione con l'oceano (es. Mari della Cina, Golfo del Bengala ecc.).

Le correnti oceaniche con i loro movimenti (scorrimento superficiale, salita e discesa di masse d'acqua, lento cammino sul fondo degli oceani) "puliscono" il mare, impedendogli di stagnare. Questi movimenti portano anche ossigeno nelle zone profonde, distribuiscono uniformemente i sali e gli altri minerali, rendendo così possibile la vita vegetale ed animale.

Caratteristiche chimico-fisiche delle acque marine.

- Salinità : valore medio 35 (ossia 35 g/l). La salinità è minima nei mari polari, massima nei mari tropicali (per la forte evaporazione). Composizione salina media: cloruro di sodio (NaCl) 77,758 %, cloruro di magnesio (MgCl 2 ) 10,878 %, solfato di magnesio (MgSO 4 ) 4,737 %, solfato di calcio (CaSO 4 ) 3,600 %, solfato di potassio (K 2 SO 4 ) 2,465 %, altri sali 0,562 %.

- Densità : 1,032 Kg/l a 25 °C. La densità aumenta all'aumentare della salinità e diminuisce con l'aumentare della temperatura.

- Colore : normalmente azzurro scuro o azzurro verde. Cambiamenti di colore sono causati da vari fattori: presenza di sostanze finissime in sospensione, di microrganismi ecc.

- Temperatura : da circa 30 °C nelle zone equatoriali, ai 24 °C nelle zone tropicali ad oltre -2 °C nelle zone artiche (temperatura di congelamento delle acque marine).

Le acque telluriche sono generate dalle acque piovane a da quelle provenienti dallo scioglimento delle nevi infiltratesi in un suolo permeabile (sabbia, ghiaia, tufi ecc.) e penetrate all'interno sino ad incontrare uno strato impermeabile (granito, argilla ecc.). Si forma in tal modo un accumulo sotterraneo di acqua che scorre sulla superficie impermeabile (acqua di falda). Se il terreno è costituito da un'alternanza di rocce permeabili e rocce impermeabili, si formano tante falde acquifere quanti sono gli strati che fanno da "letto" alle acque. Si distinguono due tipi di falde acquifere: falde freatiche (raggiungibili da pozzi comuni) e falde artesiane .

In particolare queste ultime sono quelle che presentano i migliori requisiti di potabilità in quanto, prima di scaturire alla sorgente, hanno compiuto dei lunghi percorsi sotterranei a contatto con strati di terreno che le hanno purificate (fenomeni di adsorbimento). Esse si determinano in terreni permeabili delimitati superiormente e inferiormente da terreni impermeabili.

Le acque freatiche, invece, in relazione ai loro percorsi più superficiali e mediamente più brevi, risultano meno pregiate in quanto hanno subito in misura minore i suddetti processi di autodepurazione ed anche perché le relative falde possono essere più facilmente raggiunte da infiltrazioni inquinanti. Le falde freatiche si determinano quando la superficie superiore non è limitata da strati impermeabili.

Quando l'acqua, che ha percorso un tratto più o meno lungo nel sottosuolo, riaffiora spontaneamente, dà origine ad una sorgente. Esistono vari tipi di sorgenti: risorgive, carsiche, temporanee, perenni, termali e termominerali.

- Classificazione chimica.

Dal punto di vista chimico le acque possono essere classificate in base al residuo fisso (contenuto totale di sostanze non volatili), alla durezza (contenuto di sali "indurenti" espressi in gradi francesi, °F) e in base ai componenti chimici che risultano prevalenti nella loro composizione. Nel primo caso si hanno:

- acque meteoriche con residui compresi tra 10¸80 mg/l;

- acque dolci oscillanti tra 100¸400 mg/l;

- acque salate con residuo fisso sopra i 30 g/l.

Per quanto concerne le acque minerali , che fanno parte delle acque sorgive, si distinguono le seguenti classificazioni:

- acque oligominerali con residuo fisso < 200 mg/l;

- acque mediominerali con residuo tra 200¸1.000 mg/l;

- acque minerali propriamente dette caratterizzate da un contenuto di residuo fisso superiore a 1 g/l.

In base alla durezza si hanno:

- acque molto dolci con valore di durezza nell'ambito di 0¸4 °F;

- acque dolci con durezza tra 4¸8 °F;

- acque medio-dure con durezza 8¸12 °F;

- acque discretamente dure con valori di durezza di 12¸18 °F;

- acque dure con durezza nell'ambito di 18¸30 °F;

- acque molto dure caratterizzate da durezza > 30 °F.

Le acque potabili generalmente rientrano nell'intervallo di durezza 4¸30 °F, mentre la direttiva CE sulle acque da destinare al consumo umano consiglia un intervallo di 15¸50 °F.

In base alla prevalenza di determinate componenti saline caratteristiche si hanno invece le acque salso-bromo-iodiche come ad esempio quella di Montecatini, le salso-solfato-alcalino-terrose (Lavagello), le bicarbonato-alcalino-terrose (Sangemini), le bicarbonato-solfato-alcalino-terrose (Chianciano) e numerose altre varietà. Sono notoriamente conosciute le attività benefiche procurate da queste particolari acque a coloro i quali soffrono di alcuni disturbi fisiologici ( digestivi, renali, reumatici, dermatologici ecc.).